“Il lavoro è dignità, non morte. In silenzio per le vite spezzate”. Fermiamo la scia di sangue.
Una marcia silenziosa scelta come gesto di protesta per dire “Il lavoro è dignità, non morte”, svolta a Catanzaro. Cgil, Cisl e Uil calabresi hanno scelto di mantenere il silenzio “per le voci spezzate”, radunando centinaia di lavoratori e associati che hanno riempito con i loro caschetti gialli il tratto di Corso Mazzini che lega Piazza Matteotti alla Prefettura del capoluogo, per richiedere più ispettori specializzati, formazione certificata e digitale, tecnologie obbligatorie per la sicurezza, una riforma degli appalti che elimini il massimo ribasso nei settori ad alto rischio e protocolli di legalità come condizione imprescindibile per ogni appalto pubblico.